Un piatto di pasta accanto la computer

MIGLIORARE LA PRODUTTIVITÀ ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE DELLA PAUSA PRANZO.
IL RAPPORTO TRA ALIMENTAZIONE E IL TEMPO A DISPOSIZIONE


Tra un appuntamento dal dentista alle 13 e la sovrapposizione tra due lezioni il rischio è di ridurre o addirittura rinunciare alla pausa pranzo.
Infatti, il tempo è una variabile fondamentale nella determinazione della durata e della qualità della cosiddetta lunch break di studenti e giovani lavoratori.
Mangiare con calma, seguendo una dieta sana ed equilibrata, ha importanti implicazioni sul benessere psicofisico.
In particolare, l’alimentazione incide sulle nostre prestazioni cognitive: dato che lavorare e studiare sono attivitàche richiedono concentrazione, la giusta combinazione di nutrienti in pausa pranzo permette di migliorare la nostra produttività durante le ore pomeridiane.
È importante considerare che l’emergenza Covid-19 ha condizionato le nostre abitudini alimentari: infatti,didattica a distanza e smartworking impongono ritmi quotidiani flessibili, che incidono inevitabilmente sul tempo dedicato alla pausa pranzo.
A dimostrazione, la ricerca condotta da Praxidia per Elior (https://www.elior.it/it/news/smart-working-e-pausa-pranzo) rivela le nuove esigenze degli italiani che lavorano da casa: più della metà ritiene difficile mantenere un menù vario e bilanciato, a cui si aggiunge la percezione del momento di pausa come meno rilassante a causa dell’impossibilità di staccare davvero dal lavoro.
In una società sempre più "veloce,"consumare un pasto sano ed equilibrato diventa difficile, soprattutto considerando che la pausa pranzo degli italiani ha una durata media compresa tra i 30 e i 40 minuti (Nomisma per Cirfood, https://www.nomisma.it/dati-sulla-pausa-pranzo/).
Al contrario, è fondamentale considerare il pranzo come un irrinunciabile momento di relax, utile a riposarsi e a liberare la mente, così da ottenere l’energia necessaria per affrontare il resto della giornata.
Di conseguenza, è preferibile allontanarsi dal luogo di lavoro–che sia un ufficio o uno spazio all’interno della casa – ed evitare di svolgere altre attività durante il pranzo.
Trovare il tempo per mangiare non basta: è importante anche variare il menù a favore di una dieta bilanciata, che includa tutti i principali gruppi di alimenti, e preferire i cibi che contribuiscono a mantenere attivo il cervello (es. pesce e frutta secca).
La sovrapposizione tra impegni professionali ed esigenze personali richiede quindi organizzazione e consapevolezza alimentare: fare la spesa, decidere quali piatti preparare, bilanciare quantità e qualità, cucinare.
Tra ritmi lavorativi frenetici, la pausa pranzo rappresenta un tempo personale da rispettare, valorizzare e dedicare alla corretta alimentazione, senza distrazioni.