
GAMING DISORDER: NON SCHERZARE CON IL GIOCO. COME EVITARE UN LOCKDOWN CEREBRALE?
Essere dipendenti dai videogiochi non significa solo, come si potrebbe comprensibilmente
credere, non poter fare a meno di aprire Candy Crush almeno una volta al giorno.
Nel 2018, infatti, l’OMS ha inserito il Gaming Disorder
nell’elenco delle patologie riconosciute.
Ma di cosa si tratta?
Il disturbo si manifesta attraverso «una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti
legati al gioco online o offline (digital-game o video-game), riscontrabili per almeno 12 mesi circa (World Health Organization – Western
Pacific).
I sintomi fisici più frequenti sono stanchezza, emicrania e scarsa igiene personale;
a livello psicologico, invece, si riscontrano spesso un’alterazione del ciclo del
sonno e del regime alimentare e una tendenza a isolarsi per
molto tempo. (https://www.therecoveryvillage.com/process-addiction/video-game-addiction/related/gaming-addiction-statistics/).
Mentre il Gaming Disorder continua a diffondersi, in Italia il mercato dei videogiochi è in continua
crescita da anni, e proprio durante l’emergenza pandemica che nel corso del
2020 ci ha costretto a rimanere chiusi in casa per mesi è aumentato notevolmente il
numero di ore trascorse su siti e app di gaming.
Un dato che sicuramente fa sorridere tutti coloro che hanno passato l’infanzia in compagnia di un
Nintendo DS è quello riportato dal Gruppo NPD: Animal Crossing
(New Horizons) è il gioco più venduto di marzo 2020.
Non a caso, questo videogame si basa proprio sull’interazione virtuale tra giocatori.
D'altronde, noia e solitudine sono senza dubbio ingredienti fatali per la nostra permanenza davanti a uno
schermo di qualsiasi tipo.
Per mantenere un rapporto sano con i videogiochi può essere utile, per esempio, porci un
limite di tempo massimo di gioco, e dedicarci quanto più possibile ad
attività all’aperto.
Anche giocare in una stanza diversa dalla camera da letto ci aiuta a controllare
l’uso dei videogames, prevenendo sia le notti insonni che l’isolamento.
Inoltre, in un mondo sempre più digitale, è bene staccare la spina ogni tanto, per provare a
scoprire nuove passioni e alimentare la nostra creatività.
Del resto, l’incessante tiro alla fune che vede l’equilibrio al centro della
lotta tra passione e ossessione è intrinsecamente presente nell’animo umano, e fatica da sempre
a trovare pace.
Ma soprattutto oggi, anche in questo caso, bisogna stare attenti: la nostra salute non è un gioco.