
IL DIGITALE TI DÀ ALLA TESTA? QUALCHE CONSIGLIO PER IMPARARE SUL FILO DELLA RETE
La rete lega o imprigiona?
Mai come oggi la domanda appare vitale: in un mondo in cui il sovraccarico del digitale
sembra alienare la quotidianità, ci si chiede spesso quanto l’uomo possa sopportare la completa
immersione nella rete.
L’eccessivo utilizzo del digitale può tuttavia generare condizioni di malessere
psico-fisico.
Non solo infatti sintomi come mal di testa o visione offuscata: i giovani iperconnessi sono spesso stressati
e, nei casi peggiori, depressi (https://www.ohga.it/come-proteggere-gli-occhi-durante-lo-smart-working-qualche-consiglio-utile/).
D’altro canto, l’immersione, ormai totalizzante, nel digitale è quotidianamente
necessaria, basti pensare a e-learning e smart working.
A ciò si aggiunge l’assiduo utilizzo di piattaforme online per la comunicazione a
distanza e l’ingente incremento di smartphone e tablet.
Rimanere immersi nella realtà virtuale senza perdere le coordinate del reale non è dunque
semplice.
I giovani sono sempre più simili a equilibristi, in bilico tra due dimensioni della
realtà ontologicamente differenti.
Il reale e il virtuale si fondono sempre più: come ponderare dunque le attività online e offline,
in modo da rendere proficua l’azione su entrambi?
Come integrare la tecnologia al quotidiano senza venirne schiacciati?
Per rispondere alle domande è utile appoggiarsi alla famosa " tecnica del
pomodoro" (
https://www.danea.it/blog/tecnica-pomodoro-gestione-tempo-produttivita/).
Il metodo è finalizzato all’ottimizzazione della gestione del tempo, così da rendere
massimamente proficua la giornata di lavoro a disposizione.
Francesco Cirillo, l’ideatore, sostiene la necessità di alternare ai 25 minuti di lavoro 5
minuti di pausa.
Seguendo tale metodo e utilizzando una sveglia con la forma di pomodoro, si realizzerebbe un aumento delle
prestazioni e una diminuzione dello stress.
La teoria, originariamente inerente solo al campo scolastico, può essere facilmente estesa a
ulteriori ambiti della vita.
In effetti, una corretta organizzazione del tempo rende equilibrati i momenti
online e offline e ottimizza il lavoro.
Basta poco per vivere un’esperienza online sana.
È utile per prima cosa allestire accuratamente la propria postazione: è bene assicurarsi che
sia esposta alla luce del sole, senza dimenticare i beni essenziali (acqua, caffè o the sono quasi
d’obbligo!).
Per aumentare la concentrazione si consiglia inoltre di allontanare lo smartphone.
Non bisogna poi dimenticare le pause: anche la mente ha bisogno di riposo!
Non è corretto inoltre associare la tecnologia al workaholic.
Internet può essere fonte di svago e mezzo per tenere vicini i propri affetti.
Basti pensare a quanti studenti sono distanti dai propri cari: un messaggio, una videochiamata, possono
migliorare la giornata.
E chi ritiene che i social media siano esclusivamente fonte di distrazione forse
non conosce la possibilità di ascoltare un podcast interessante.
Così come in ogni aspetto della vita, l’eccesso porta sempre a conseguenze negative.
Tuttavia, non è corretto condannare preventivamente l’utilizzo di Internet, risultando
anacronisti e per nulla realisti.
È difficile mantenere l’equilibrio tra il reale e il virtuale.
Bisogna solo imparare a camminare sul filo!